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“Un ambiente degno di Nota”: molto più di un progetto scolastico

gennaio 13, 2018 · 1 Comment

Integrare le diverse discipline, fonderle con le arti, coinvolgere gli studenti in uno scambio continuo di idee ed esperienze, fornire loro spunti e strumenti idonei per riflettere su problematiche reali, quotidiane…credo tutto ciò possa essere il sogno di molti docenti, sicuramente rientra nella mia forma mentis e nel mio ideale di scuola ed è per questo che mi ritengo fortunato e soddisfatto per l’arricchimento ricevuto dall’esperienza laboratoriale conclusasi lo scorso dicembre presso l’Istituto di Istruzione Superiore “U. Pomilio” di Chieti, che ha visto gli studenti assoluti protagonisti, guidati sapientemente da un “team docenti” affiatato. Prima di poter sottoporre alla Dirigente Scolastica il progetto, a inizio anno scolastico, avevo qualche timore, essendo una delle prime volte che mi esponevo in prima persona in un percorso abbastanza articolato, fuori dai tipici schemi della tradizionale didattica; dopo i primi contatti con i vari docenti delle discipline da coinvolgere, ho subito capito che il team working – quel “gioco di squadra” che spesso fa la fortuna di aziende o di compagini sportive – sarebbe stato il motore propulsore delle attività. Non mi sbagliavo. Le ampie vedute della Dirigente  hanno poi fatto il resto, permettendo di attivare il percorso multidisciplinare “Un ambiente degno di nota” in diverse classi.

Sostenibilità ambientale, smog, ricerca del giusto compromesso tra progresso economico e salvaguardia degli ecosistemi, sono state alcune delle tematiche al centro del progetto. Gli studenti del settore “socio-sanitario” e “moda” hanno lavorato, insieme ai docenti, sugli aspetti scientifici e sociali legati al rapporto “uomo-ambiente”.

La Costituzione, la legislazione comunitaria, il protocollo di Kyoto, gli Accordi di Parigi del 2015 sono stati l’architrave  di un percorso che in una seconda fase ha portato le studentesse e gli studenti a scoprire l’importanza della sensibilizzazione sulle tematiche ambientali per mezzo dell’arte, della letteratura e della musica. San Francesco d’Assisi, Papa Bergoglio, Pierangelo Bertoli, Bob Dylan, Sergio Endrigo,  sono stati tra i protagonisti principali delle lezioni, volte tutte a rafforzare le diverse competenze chiave previste nei percorsi della scuola secondaria: comunicazione nella madrelingua, comunicazione nelle lingue straniere, competenze di base in scienza e tecnologia, competenze sociali e civiche. Gli alunni hanno scoperto nei vari laboratori e durante le lezioni la potenza devastante dei testi di alcune canzoni, la forza illuminante di alcuni generi musicali che hanno fatto la storia della musica (si pensi al rock progressive), hanno creato coreografie ex novo su versioni remix (da loro suggerite) di alcuni brani, hanno rielaborato graficamente alcuni dipinti legati ad opere rock, hanno incontrato esponenti da sempre legati al mondo dell’associazionismo ambientale… Il compito di realtà finale è stato individuato nell’analisi dell’opera prog-rock “La bestia Umana”, degli abruzzesi Sfaratthons (gruppo di cui faccio parte), concepita proprio quando i membri fondatori della Band frequentavano la scuola secondaria. I laboratori fotografici, le rielaborazione di testi ed immagini, il coinvolgimento musicale attivo degli studenti, sono stati, dunque, il cuore del progetto e sono sfociati nella rappresentazione finale del 23 dicembre, quando, alla presenza di Argentino D’Auro, autore dei testi, e del pittore Luca Luciano, creatore del dipinto-copertina dell’opera rock, si sono esibiti “live” gli stessi Sfaratthons, con il Maestro Geoff Warren come ospite speciale, al flauto. In quell’occasione gli studenti, che già avevano contribuito alla realizzazione di alcuni videoclip da proiettare durante lo spettacolo, sono diventati parte attiva della performance, effettuando domande ai vari membri, introducendo le varie canzoni e prendendo parte, in alcuni casi, alle esecuzioni dei brani stessi. Spesso al giorno d’oggi si parla – a volte a proposito, altre meno – di didattica per competenze, dimenticando che il cuore di tale approccio va visto nell’individuazione di un “problema” AUTENTICO (collegato ad esperienze di vita reale), COMPLESSO (in modo da favorire l’integrazione fra discipline), che parta da un’analisi dei BISOGNI e degli APPRENDIMENTI che si vogliono sviluppare, senza SOLUZIONI PRECOSTITUITE e in grado di attivare COMPETENZE DI CITTADINANZA. Credo e spero che il progetto “Un ambiente degno di nota” possa essere riuscito ad avvicinarsi il più possibile agli standard appena enunciati, ma sono sicuro sia riuscito a lasciare un piccolissimo segno in ognuna delle persone coinvolte, alunni e docenti.  E per questo ringrazio ancora tutti!

 

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